“A un certo punto mi chiedevo se sarei mai tornato in moto…”
Michele Cervellin, fuori da fine 2020 per un’infezione al polso, racconta il suo calvario: “Ho ripreso a girare, piano piano mi sento sempre meglio”

È il grande assente della stagione 2021. Dalla fine dell’anno scorso, dopo la notizia del passaggio al team JM Honda, su Michele Cervellin era scesa una coltre di silenzio tombale, che lasciava intuire una situazione molto delicata. “Ha problemi al polso”, questa l’unica informazione nota. Ma sulle reali condizioni del quattro volte campione italiano e sui tempi di recupero, nessuno osava sbilanciarsi
Poi, qualche settimana fa, è arrivata la notizia tanto attesa: Cervellin è tornato in moto. Ancora lontano dalla forma migliore, ma almeno con davanti a sé la luce in fondo al tunnel.
Michele, prima di tutto come stai?
“Meglio. Ho ricominciato ad andare in moto da un po’ tempo. Il polso è ancora debole, ma sento che un po’ alla volta migliora”.
Hai vissuto un vero e proprio calvario. Ce lo vuoi raccontare?
“Purtroppo è una storia lunga. Alla fine dell’anno scorso sentivo un fastidio al polso, così ho deciso di sfruttare la pausa invernale per sottopormi a un accertamento. Si trattava di un esame invasivo, ma niente di particolarmente serio. Dopo una decina di giorni, però, ho iniziato ad avere sempre più male al polso, mi è salita la febbre e a quel punto sono andato in ospedale, dove hanno scoperto che c’era un’infezione in corso”.
E a quel punto?
“Mi hanno operato subito e abbiamo cercato di far passare l’infezione con gli antibiotici, ma la situazione non migliorava. Purtroppo erano state intaccate le cartilagini all’interno del polso e quindi è stata necessaria un’altra operazione, che è arrivata in ritardo anche per via dell’emergenza Covid che ha dilatato i tempi degli interventi in ospedale. In pratica ho passato mesi a cercare di far passare quest’infezione. E poi la seconda operazione è stata molto complessa: si chiama resezione della prima filiera, mi hanno praticamente ricostruito l’articolazione del polso. Il movimento non sarà più al 100%, ma per aprire il gas è sufficiente”.
Adesso che programmi hai?
“Sarà difficile tornare al massimo della forma entro fine stagione, anche perché non ho fatto la preparazione invernale; in ogni caso il mio obiettivo è rientrare in gara non appena avrò una condizione accettabile”.
È vero che questo problema è una conseguenza del vecchio infortunio al polso che avevi rimediato alla gara d’italiano Prestige della Malpensa nel 2019?
“Il polso è quello, avevo ancora dei dolori a fine 2020 e per quello ero andato a farmi controllare. Però l’infezione non c’entra niente con quell’incidente, è avvenuta in seguito all’esame ed è stata semplicemente sfortuna. Volevo intervenire per migliorare la situazione, invece mi sono trovato in mezzo a questo delirio. Però adesso speriamo di averci messo per davvero la parola fine”.

Chissà quante volte avrai ripensato a quell’incidente… Se dovesse ricapitarti oggi, proveresti lo stesso quel sorpasso?
“Quando sei in gara, cerchi sempre di fare il miglior risultato possibile e ci provi fino all’ultima curva, ma purtroppo non puoi prevedere il futuro. Ovviamente, se avessi saputo come andava a finire, me ne sarei rimasto tranquillo dietro Adamo: con quell’incidente ho compromesso la stagione del mondiale e ho perso il campionato italiano, senza contare quello che è successo dopo con l’infezione. Ma in quel momento quella manovra mi sembrava la cosa giusta da fare, anche perché l’avevo già pensata prima. Purtroppo la fatalità ha voluto che ci siamo scontrati con Andrea e io ne sono uscito con un polso rotto”.
Ci sarai all’ultima prova del campionato Prestige a Fermo?
“La pista mi piace e quindi verrei molto volentieri. Bisogna vedere come starò e se il team riuscirà a organizzare la trasferta, visto che loro sono belgi e in quel periodo saranno molto impegnati col mondiale”.
Alla gara di Castellarano tuo fratello Andrea ha stupito tutti, finendo ottavo una manche della Mx1 con una vecchia Kawasaki 250. Anche tu sei rimasto sorpreso?
“Andrea è uno che la moto la sa guidare e che, anche se non è più allenato come un professionista, si mantiene comunque in forma. E poi corre per divertirsi, non ha pressioni e questo gli consente di essere più sereno quando si presenta al cancello. È andato a Castellarano con la sua Kawasaki, ha fatto una bella gara ed è tornato a casa contento. Punto. Con una moto moderna avrebbe potuto fare anche meglio, ma forse correre con un mezzo meno competitivo gli dà la motivazione per spingere al massimo”.
Quest’anno il livello del Prestige è stato molto alto e tanti piloti italiani stanno facendo bene anche nelle gare internazionali. Su tutti Cairoli, Guadagnini, Lapucci e Lupino.
“Cairoli non finisce mai di stupire, è veramente incredibile. Secondo me anche per lui vale il discorso che sta correndo senza pressioni: si vede che quando è in pista si diverte e riesce a restare sempre tranquillo. Anche Guadagnini sta facendo cose eccezionali, al primo anno di mondiale si sta già giocando il titolo e penso che potrà arrivare fino alla fine. Lapucci è in un momento di grande forma: si trova bene con la moto e col team, è in fiducia e per questo sembra che gli riesca tutto facile. Anche Lupino e Monticelli stanno facendo bellissime gare, non è scontato riuscire a lottare sempre per la top ten della Mxgp”.
E Cervellin dove sarebbe in questo contesto?
“Il Cervellin in forma al 100% vorrebbe stare a giocarsela con Lupino. Realisticamente, mi vedo in quel gruppo che lotta intorno alla top ten”.
Chi ti è stato più vicino in questo momento così difficile?
“Voglio ringraziare innanzitutto il dottore che mi ha operato e che mi ha seguito giorno e notte. E poi la mia fidanzata Gloria e i suoi genitori, che sono di Varese e mi hanno ospitato da loro per tutto il periodo dell’operazione, che ho fatto a Milano. Ovviamente i miei genitori, anche se lontani, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. E per finire cito le Fiamme Oro, che sono una garanzia e un grande aiuto anche nei momenti difficili”.
Tanti tifosi durante le dirette del Prestige ci hanno scritto chiedendoci di te. Che messaggio vuoi lanciare a chi ti aspetta in pista?
“Mi fa piacere sapere che c’è gente che vuole rivedermi correre. In questo periodo ho seguito poco i social, anche perché ho passato momenti difficili, in cui addirittura mi chiedevo se sarei mai tornato in moto. Adesso però mi sto mettendo sotto, spero di tornare a farvi divertire presto”.
Alessandro Castellani

