Kiara Fontanesi: “La mia stagione da 8”
La campionessa italiana racconta il suo 2021: “Mai andata così forte in tutta la mia carriera, peccato la sfortuna al mondiale”

Voto 8, come il suo numero. Questo il giudizio che Kiara Fontanesi dà alla stagione 2021, che l’ha vista riconquistare il campionato italiano che le mancava dal 2017 e lottare fino all’ultima gara per il titolo mondiale. Un altro anno da grande protagonista per la regina del motocross.
Il voto 8 significa benissimo ma non perfetto. Cosa è mancato?
“In realtà il mio voto 8 è solo perché non sono riuscita a raggiungere il titolo iridato, che mi è sfuggito soprattutto per qualche episodio sfortunato. Per quanto riguarda il mio comportamento in pista, sia nell’italiano che nel mondiale ho sempre fatto il 100% e quindi sono molto contenta di me stessa. Forse questo è stato l’anno in cui sono andata più forte in tutta la mia carriera”.
Si può dire che la svolta della tua stagione è arrivata con la vittoria nella gara d’italiano a Faenza?
“In termini di risultati sì, in realtà ero pronta già dall’inizio dell’anno. Alla Malpensa ho avuto un problema alla moto nella seconda manche che mi ha rallentato proprio quando avevo raggiunto Van de Ven, mentre a Castiglione del Lago non stavo bene fisicamente. Diciamo che dopo Gioiella ho iniziato a lavorare diversamente e da lì è sempre andata alla grande. Anche al mondiale credo di aver corso sempre bene e di aver dimostrato che potevo vincere. In Belgio ho un po’ sofferto perché venivo da un lungo periodo di allenamenti solo sul duro, ma il vero problema è stata la sfortuna nella prima gara, che mi ha costretto a una partenza a handicap da -22 punti”.

Sei l’unica pilota a grandi livelli che è anche mamma. Come fai a conciliare le due cose?
“In effetti non è facile gestire una stagione ad alti livelli quando sei madre di una bambina di 2 anni. All’inizio dell’anno questa cosa mi ha messo un po’ in difficoltà: finivo gli allenamenti e, invece di riposare, avevo altre mille cose da fare, tra cui dedicarmi alla bambina. A un certo punto mi sono resa conto che mi stavano mancando le energie, così mi sono riorganizzata e anche i miei genitori mi hanno dato una mano. È capitato addirittura che nel pomeriggio andavo a dormire dopo gli allenamenti, perché avevo bisogno di recuperare. Mia figlia è bravissima e si adatta senza problemi alle esigenze della famiglia, ma, per quanto possa essere tranquilla e adorabile, è comunque una bambina di 2 anni che ha bisogno dei suoi spazi”.
Ti aspettavi di tornare così competitiva dopo la gravidanza?
“Il mio sogno è vincere un mondiale da mamma, ma non pensavo che sarei tornata addirittura più competitiva di prima. C’è una serie di fattori positivi che me l’ha permesso. Innanzitutto ho sfruttato la sosta per la gravidanza per riposarmi e risolvere dei piccoli problemi fisici che avevo già da un po’. Poi sono tornata a correre senza pressioni, perché per me era già una vittoria ripresentarmi al cancelletto da mamma. Ma non per questo ho perso la voglia di stare al top: ho continuato a lavorare duro per ritornare al vertice, ci ho creduto fin dal primo giorno. E a questo aggiungo il cambio di moto, perché con la Gas Gas mi trovo davvero benissimo. Tutte queste cose insieme hanno fatto sì che potessi tornare al top dopo la gravidanza”.
Per uno sport come il motocross, la tua longevità agonistica ad alti livelli è veramente eccezionale. Qual è il tuo segreto?
“Credo che sia la determinazione, la voglia di raggiungere gli obiettivi: se alla mattina ti svegli e non hai quel fuoco dentro, è dura spingere al massimo. A livello di talento e di allenamento credo di essere un’atleta fin da quando sono bambina, quindi la predisposizione alla fatica, al sacrificio e il gusto di andare sulla moto da cross ce l’ho nel sangue. Alla base, però, ripeto che c’è la determinazione”.

Avresti mai pensato di diventare quello che sei diventata quando da bambina eri l’unica a correre l’italiano minicross in mezzo ai maschi?
“Ovviamente da piccola sognavo di raggiungere il top, ma non pensavo che sarei arrivata fino a questo punto. Forse mi ha aiutato il fatto di vivere le stagioni una alla volta, senza pormi grossi obiettivi a lungo termine”.
E avresti mai pensato che il cross femminile sarebbe cresciuto così tanto in Italia?
“Da quando ho iniziato io a oggi c’è stata un’evoluzione incredibile, sia sul piano tecnico che dal punto di vista dei numeri, e questa cosa mi fa molto piacere. Credo anche che i miei risultati possano aver avuto un ruolo in questo, facendo un po’ da traino a tutto il movimento del cross femminile. Oggi al campionato italiano ci sono tante ragazze al via, il livello migliora di anno in anno ed è giusto che si lavori per valorizzare il nostro campionato sempre più. Così come è giusto che sia stata aumentata la durata delle manche, che spero aumenti ancora”.
All’estero la considerazione del motocross femminile è più alta o più bassa che in Italia?
“Dipende dalla nazione in cui si va. Comunque in Italia stiamo crescendo tanto e, se continuiamo di questo passo, possiamo fare davvero la differenza. Per esempio sono stata più volte a correre il campionato femminile americano e il livello delle gare era molto alto, ma l’organizzazione assolutamente no. L’ultima volta che sono andata addirittura non c’erano i transponder per fare le classifiche”.
Le tue piste preferite in Italia?
“Partendo dal presupposto che preferisco la sabbia, forse quella che mi piace di più da queste parti è Castel San Pietro”.
Alessandro Castellani

