Cesari: “Campionato italiano al top in Europa, per il titolo dico Mastronardi”
Il campione di quadcross, dopo l’incidente a Carpi, sarà aiuto Ct della nazionale: “Quest’anno il livello era pazzesco, in Francia partiamo per vincere”

Un grande spavento, tante fratture, ma per fortuna Andrea Cesari Junior sta già pensando a quando potrà tornare in gara.
L’ex campione italiano di quadcross era caduto violentemente nel corso della terza prova stagionale, disputata a fine maggio sulla pista di Carpi, ed è ancora alle prese con una riabilitazione lunga e complessa. Nel frattempo sarà al fianco della nazionale azzurra impegnata al Quadcross delle nazioni in Francia, come collaboratore del commissario tecnico Nicola Montalbini.
Andrea, cosa ricordi dell’incidente?
“Poco, purtroppo. C’era un triplo salto prima dell’arrivo, che col quad andava preso in quarta a tutto gas. Secondo me in quel giro io l’ho preso con una marcia in meno, sono atterrato leggermente corto e da lì in poi non ricordo più niente, perché sono svenuto e mi sono risvegliato sulla barella al centro medico della pista, ma mi hanno detto che sono rimasto per terra diversi minuti. Oltre al trauma cranico, ho rotto quattro vertebre, otto costole, una frattura scomposta del metacarpo della mano sinistra e una piccola foratura di un polmone con una delle costole rotte”.
Come stai adesso?
“Piano piano mi sento meglio. Per le costole e il polmone ho dovuto solo aspettare che passassero da soli. Sono stato operato alla mano ed è tutto a posto. Per le vertebre ho dovuto tenere un busto per due mesi e mezzo e adesso sto ricominciando a dare carichi naturali alla schiena: camminare, magari fare un po’ di nuoto, ma comunque niente di stressante”.
Quanto tempo ci vorrà ancora per un pieno recupero?
“Ad oggi non lo so ancora, la dottoressa Sangiorgi mi ha detto che fino a inizio settembre non posso ricominciare un percorso di riabilitazione seria. In autunno vedremo”.

Ti ritieni fortunato?
“Assolutamente sì. Le fratture sono state tutte non gravi, tranne quella della mano. Se si considera la delicatezza dei punti infortunati, poteva andare davvero molto peggio”.
Dopo il tuo incidente tutto il mondo del quadcross è rimasto col fiato sospeso. In particolare Simone Mastronardi, forse il tuo più grande rivale da anni, è rimasto molto colpito.
“Quando ci sono incidenti importanti, è normale che la rivalità in pista sparisca e si pensi solo alla salute del pilota coinvolto. Ho ricevuto messaggi e chiamate da parte di tutti i miei colleghi e devo dire che mi ha fatto molto piacere, perché ho capito che era un affetto sincero. Ed è vero che Mastronardi è quello che mi è stato più vicino, sia nei giorni in ospedale che durante la riabilitazione. Simone è un ragazzo che si è fatto male tante volte e forse capiva meglio di tutti la situazione; io non posso che ringraziarlo per quello che ha fatto per me”.
Quest’anno il campionato italiano quadcross si sta correndo a un livello pazzesco. Sei d’accordo?
“Negli ultimi anni io ho corso in Francia, quindi non posso fare un paragone con le altre stagioni, ma posso dire che quest’anno il livello del campionato italiano era uno dei più alti in Europa. C’erano quattro piloti (Io, Mastronardi, Turrini e Galizzi) che partivano per vincere in ogni manche. Mi dispiace essere uscito di scena anche perché sentivo di non essere al limite e mi stavo divertendo tanto; l’incidente a Carpi ha sorpreso anche me”.

E adesso chi vince il titolo, Turrini o Mastronardi?
“Turrini ha un buon vantaggio, gli basterà controllare e non fare errori, ma non è ancora detto niente perché a ogni gara succede qualcosa. Personalmente preferirei una vittoria di Mastronardi, perché sono tanti anni che corriamo insieme e perché in questo periodo è stato veramente straordinario con me. Però nulla contro Turrini, che è un grande pilota e un bravissimo ragazzo. Chiunque vinca un campionato così difficile se lo sarà strameritato”.
E al Nazioni come andiamo?
“Sono contento di far parte comunque della squadra azzurra come collaboratore del Ct Montalbini. Darò una mano ai ragazzi da fuori, per quello che posso. Sulla pista di Dardon Gueugnon ho corso 4 gare e ne ho vinte 3, quindi sto rosicando parecchio a non poter correre… In ogni caso la squadra italiana è fortissima, come già da diversi anni ormai. Ci serve tenere lontana la sfortuna, ma con Turrini, Mastronardi e Galizzi partiamo per vincere”.
E tu tornerai a correre l’anno prossimo?
“Al momento sto solo pensando a recuperare al 100%, visto che non so ancora quanto tempo ci vorrà. Quando sarò di nuovo in forma, deciderò cosa fare”.

