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Campionati Italiani Motocross

“Essere campione italiano è un onore, non capisco chi mi critica”

Alessandro Lupino commenta la vittoria del titolo Elite Mx1 con una gara d’anticipo: “Quest’anno il livello era altissimo e tutti i big hanno apprezzato il Prestige, eppure c’è ancora chi non vuole in gara i piloti del mondiale”

Alessandro Lupino campione italiano - ph. Phawkmania
Alessandro Lupino campione italiano – ph. Phawkmania

Campione italiano con una gara d’anticipo, un’esperienza positiva al National americano e un avvio di stagione nella top ten del campionato del mondo. Alessandro Lupino ha vissuto da grande protagonista la prima metà della stagione 2021, anche più delle sue stesse aspettative.

Alessandro, finora un campionato italiano Prestige ad altissimi livelli. Hai già vinto il titolo e ti sei difeso alla grande anche nel confronto coi piloti ufficiali. Te l’aspettavi?
“No e sono molto felice. Mi ero accorto di poter vincere il titolo a Castellarano solo alla vigilia della gara, quando i vari media che seguono il campionato avevano iniziato a parlare di questa cosa. Io fino a quel momento mi ero solo concentrato a fare il meglio in ogni manche, visto che il livello era sempre stato altissimo, senza guardare la classifica. Conquistare il titolo italiano in anticipo mi ha dato molta serenità, ora mi posso concentrare sul mondiale sapendo che un obiettivo stagionale è già al sicuro”.

E al mondiale sei partito benissimo. Quanto ti ha aiutato a livello mentale fare queste prestazioni all’italiano?
“Tanto. I buoni risultati danno autostima e l’autostima ti manda più forte. Nel mio caso, potermi confrontare con piloti come Coldenhoff, Gajser o Cairoli e vedere che non ero molto distante da loro, mi ha aiutato a capire che stavo lavorando nella giusta direzione”.

Alessandro Lupino - ph. Redbaz
Alessandro Lupino – ph. Redbaz

Hai avuto modo di sentire qualche impressione dagli ospiti stranieri che sono venuti al Prestige?
“Sì, ho parlato un po’ con tutti i ragazzi che sono venuti e ho ricevuto solo commenti positivi. Soprattutto Gajser era veramente soddisfatto. Purtroppo le nostre piste hanno un terreno diverso da quello che si trova normalmente al mondiale, ma va detto che quest’anno sono state tutte preparate molto bene. Per esempio la pista del gran premio di Russia aveva un fondo praticamente identico a Cavallara e Castellarano”.

In mezzo ai campionissimi, si sono distinti anche due veterani come Chicco Chiodi e David Philippaerts, autori di prove eccezionali. Che ne pensi delle loro prestazioni?
“Per prima cosa, stiamo parlando di due campioni del mondo, e i campioni del mondo hanno sempre delle doti non comuni. Inoltre David e Chicco sanno cosa significa competere ai massimi livelli, sia sul piano tecnico che su quello mentale; invece vedo tanti giovani che sulle piste italiane vanno davvero fortissimo, ma poi al mondiale fanno fatica, perché non sono abituati a correre su quei terreni e in quei contesti. E poi è una questione di attitudine al risultato che è tipica del campione. Guardate Philippaerts: in prova non è mai il più veloce, ma poi in gara sa come deve comportarsi e alla fine è sempre lì sul podio”.

Con 28 vittorie all’attivo, sei nettamente il pilota che ha vinto più gare d’italiano Elite. Che effetto fa essere il riferimento del campionato?
“Essere il campione italiano è un grande onore e se gli altri piloti, soprattutto i giovani, mi studiano e mi prendono come obiettivo per capire il loro livello, a me fa soltanto piacere. Però è buffo che ci sia anche qualcuno che non vuole che io corra questo campionato. Sono anni che sento dire che il mio posto non è qui, che vengo a rubare le caramelle ai bambini, che dovrei pensare a vincere nel mondiale e altre cose del genere”.

Alessandro Lupino - ph. Matteo Gatti
Alessandro Lupino – ph. Matteo Gatti

Sono critiche che ti danno fastidio?
“Col tempo ho imparato a farmele scivolare addosso, ma onestamente mi sembra una mancanza di rispetto che nasce da un ragionamento ottuso. Secondo me il campionato italiano è la massima espressione del motocross nazionale e quindi è giusto che ci siano tutti i migliori. Io stesso sono il primo a gioire quando vengono campioni come Cairoli o Gajser: si fa uno spettacolo fantastico ed è un’ottima occasione di crescita per tutti. Per fortuna ci sono tanti ragazzi intelligenti che hanno capito questa cosa e sono contenti di potersi misurare con piloti che fanno il mondiale, invece di sperare che restino a casa”.

Il campionato italiano Prestige si chiuderà tra un mese a Fermo. Ti piace la pista?
“Sì, è la mia preferita tra quelle della stagione 2021. Non corro lì da anni e non vedo l’ora di tornare per provare a chiudere in bellezza il campionato con un’altra vittoria”.

Alessandro Castellani

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