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Campionati Italiani Motocross

Max Giusti: “Corro a Maggiora, a Fermo e forse anche alla Malpensa…”

L’attore e presentatore racconta la sua grande passione per il motocross: “Cresciuto col mito di Perfini e Carducci, alla prima gara sono volato su un furgone…”

Max Giusti (ph. Luigi De Pompeis)
Max Giusti (ph. Luigi De Pompeis)

Montopoli di Sabina – Seduto su una panchina nel paddock di Ponte Sfondato, in mano un panino per un pranzo veloce prima di tornare a seguire gli amici del moto club Milani impegnati nel campionato regionale. Quando è in una pista di motocross, Max Giusti è nel suo mondo più o meno come quando sale sul palco. L’attore e presentatore romano è un grande appassionato di questo sport, l’aveva praticato da giovane e adesso è tornato a gettarsi nella mischia, con le moto d’epoca e non solo.

Max, cosa ci fai qui a Ponte Sfondato?
“Avrei voluto correre la prova di regionale, ma sono caduto proprio alla vigilia della gara e ho riportato un piccolo infortunio che mi costringe a rinunciare. Faccio da segnalatore a qualche amico, anche se mi sento come un bambino a cui regalano il giocattolo di Natale senza metterci le batterie…”

Ti rifarai con qualche altra gara?
“Negli ultimi mesi mi sono allenato con una certa costanza, ho migliorato velocità e resistenza. Al punto che sto addirittura pensando di provare a correre la prima prova di italiano Veteran alla Malpensa. Poi sicuramente farò le gare Epoca a Maggiora e Fermo”.

Un calendario intenso. Non è che stai pensando di mollare la carriera da attore per fare il pilota a tempo pieno…
“Visti i risultati, direi che la parte del pilota la recito e basta, quindi sono un attore anche quando faccio il pilota… Battute a parte, non ho mai girato a Maggiora e mi affascina molto l’idea di poter partecipare a una gara europea. Fermo, invece, è la città di mio padre e la pista di Monterosato ce l’ho nel cuore. Lì ci sono Franco Perfini ed Eno Carducci, che erano i miei idoli da ragazzo e che poi sono diventati grandi amici”.

Max Giusti impegnato nel motocross
Max Giusti impegnato nel motocross

Racconta la tua storia crossistica.
“Sono appassionato di motocross fin da bambino, quando tutte le estati andavo a vedere la coppa Mille dollari. E nel 1984, senza che avessi mai girato in pista, mi portarono direttamente a correre una gara. Avevo un vecchio TM e ricordo benissimo il mio primo doppio salto: per paura di atterrare corto, lo presi così forte che volai fino all’appoggio della curva successiva. Da lì decollai su un furgone della Gilera che stava a bordo pista, tipo Superman”.

Dopo quel debutto come hai proseguito?
“Nel 1985 prima stagione di gare vera, campionato regionale Cadetti 125. Quell’anno, insieme a me, iniziò a correre anche gente come Fabio Romaniello e Sandro Garofani, piloti che hanno preso un posto importante nel cross laziale. I miei risultati in 125 non erano eccezionali, stavo sempre intorno alla decima-quindicesima posizione, così nel 1986 passai alla 250 e lì arrivò qualche soddisfazione in più, con le prime coppe e un sesto posto al regionale. Iniziai anche a correre fuori dal Lazio insieme a Massimo Moretti, mio compagno di squadra nel team Milani. Ma proprio in una gara di quelle, un indoor a Sant’Eusanio del Sangro, in Abruzzo, per una caduta su un salto mi ruppi un braccio in maniera abbastanza importante. Da lì ho smesso di correre”.

Quindi è vera la storia che cadevi un po’ troppo?
“Il problema è che ogni volta che cadevo mi facevo male. Appena iniziavo ad andare bene e a migliorare, mi capitava qualche intoppo. E non erano mai cadute che ti perdonavano, di quelle che ti alzavi solo con qualche graffio e un sospiro di sollievo: c’era sempre qualche conseguenza fisica. Comunque, sia chiaro, a prescindere da questo non sarei mai diventato Everts o Cairoli…”.

Max Giusti
Max Giusti

Dopo quell’infortunio in Abruzzo non hai più fatto motocross neanche per divertimento?
“Per 33 anni no, anche se ho continuato regolarmente a seguire le gare, tanto che a casa conservo ancora le collezioni complete di Motocross e Motosprint dal 1979 al 2004. Poi nel 2019 si è riaccesa la scintilla”.

Come hai riscoperto la voglia di correre dopo tutto questo tempo?
“La passione per il motocross non muore mai. Su invito di Yamaha, ho partecipato al Rally di Sardegna 2019. Lì, dopo aver smaltito la ruggine della lunga inattività, negli ultimi giorni di gara ho ritrovato il gusto di guidare una moto. A inizio 2020 sono tornato in pista con una KTM vintage a Ponte Sfondato e a ottobre 2020 ho corso la gara di italiano Epoca, sempre a Ponte Sfondato. È stata un’esperienza molto divertente, così quest’inverno mi sono allenato un po’ meglio per cercare di fare qualche altra gara e divertirmi ancora di più”.

Alessandro Castellani