FXAction Magazine

Campionati Italiani Motocross

“Con FXAction per fare il salto di qualità”

Il responsabile nazionale motocross epoca Mario Volpe presenta il nuovo campionato che dal 2020 entra nel pacchetto eventi del promoter

Mario Volpe
Mario Volpe

“Con FXAction puntiamo a fare il salto di qualità a livello d’immagine. Il nostro campionato se lo merita”. Così il responsabile nazionale motocross epoca, Mario Volpe, commenta l’ingresso di FXAction come promoter del campionato italiano epoca Gruppo 5.

Friuliano, 59 anni, grande appassionato del fuoristrada e praticante in prima persona, Volpe è stato chiamato nel 2018 a succedere allo scomparso Paolo Torta come responsabile del motocross epoca in seno alla Fmi. Un’eredità pesante, che però Volpe sta dimostrando di saper gestire con personalità.

“Prima di quest’incarico – racconta – sono stato per anni presidente del comitato regionale Friuli-Venezia Giulia e faccio parte tutt’ora del direttivo del moto club Pedemontano, che gestisce la pista di Cordenons, in provincia di Pordenone. Mi è sempre piaciuto impegnarmi per far crescere lo sport, ma anche praticare in prima persona. Infatti corro nel campionato epoca con una Suzuki 80”.

Motocross epoca
Motocross epoca

Cosa si aspetta da questa nuova partnership con FXAction?
“Ho spinto molto per avere FXAction nel nostro campionato, perché abbiamo bisogno di un salto di qualità a livello d’immagine. Secondo me l’italiano epoca è sempre stato visto come una sorta di campionato minore, invece credo che vada considerato alla stregua di tutti gli altri: anche qui ci sono piloti che fanno tanti sacrifici per andare a correre e anche qui ci sono contenuti tecnici e agonistici di tutto rispetto”.

Quali sono i numeri del campionato?
“Nel 2019 c’è stato un leggero calo rispetto all’anno precedente, per una serie di fattori. In primis il calendario, forse troppo lungo e con tante gare al Centro-Sud, ha fatto sì che qualcuno mollasse. E poi il maltempo: è piovuto quasi sempre, sembrava che ci fosse una maledizione su di noi. Ad ogni modo abbiamo tenuto una media di circa 150 piloti, con una trasferta in Sardegna che è stata davvero memorabile, sia per la pista che per l’organizzazione”.

Ci traccia un profilo-tipo del pilota del campionato epoca?
“Direi che ci sono due profili. Il principale è l’appassionato, che da adolescente avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di andare a vedere una gara e adesso fa qualsiasi cosa per correre con le moto che lo facevano sognare da giovane. L’altro profilo tipico è quello del pilota di buon livello, magari un po’ in là con gli anni, che sceglie queste gare per continuare a competere al vertice”.

Motocross epoca
Motocross epoca

Però ci sono anche tanti giovani che stanno scoprendo le moto d’epoca.
“È vero. Il fatto è che il fascino delle moto d’epoca attira tutti, anche i giovani che sono nati dopo. Ho fatto provare le nostre gare ad alcuni ragazzi e tutti mi hanno confessato di essersi divertiti da matti. Sono moto fantastiche, che ti appassionano, ti mettono alla prova e ti fanno provare il brivido di guidare la storia del motocross. La sfida più difficile? Riuscire a girare con i cinquantini”.

Una panoramica sul campionato 2020. Come sarà il calendario?
“Partiremo con Montevarchi, una pista storica che non ha bisogno di presentazioni. Poi andremo a Lanciano, in Abruzzo: un evento unico, riservato solo a noi dell’epoca, in un tracciato che è amatissimo da tutti i piloti. Poi ci sarà Gazzane di Preseglie, altra pista di grande tradizione, e per la quarta gara saremo a Bellinzago Novarese, dove avremo sicuramente un pienone di piloti. La penultima prova si correrà a Lesignano de’ Bagni, nel cuore della terra dei motori, e poi concluderemo con Ponte Sfondato, che a mio giudizio è la pista più bella d’Italia”.

Quali caratteristiche deve avere un impianto per ospitare una gara d’italiano epoca?
“Sicuramente i servizi minimi indispensabili sono corrente elettrica nel paddock, servizi igienici perfettamente funzionanti e docce con acqua calda. Abbiamo un parco piloti non giovanissimo, quindi c’è bisogno di determinati comfort. E poi anche i tracciati devono essere preparati tenendo conto delle caratteristiche delle moto, che non possono permettere prestazioni estreme come quelle odierne”.