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Campionati Italiani Motocross

«Tutti mi chiedono perché sono qui… » Appunti e spunti Ponte a Egola

I guai di Lupino, la svolta di Bernardini, il sacrificio di Cervellin. Riflessioni a ruota libera sulla quinta prova del campionato Prestige

Il campionato italiano Maxxis Prestige si avvia verso la conclusione e ormai ogni punto diventa prezioso per la classifica finale. Lo sanno bene i protagonisti della gara di Ponte a Egola, che ieri hanno dato vita a uno spettacolo veramente eccezionale.

Non è mancato niente. Colpi di scena, sorpassi, battaglie e anche qualche scaramuccia. Una pista sempre bellissima e tra le più impegnative d’Italia, per via del suo terreno che si segna in maniera profonda, e un meteo inaspettatamente clemente, che ha tenuto i temporali tutti intorno al Santa Barbara, lasciando piloti e pubblico liberi di gustarsi la giornata.

Alessandro Lupino

Chi la giornata se l’è gustata poco è Alessandro Lupino. Dopo la gara di Ponte a Egola, infatti, per il campione in carica della Mx1 la riconferma del titolo diventa quasi impossibile. Il Lupo, smaltito l’infortunio che l’aveva rallentato alla Malpensa, è tornato a essere il più veloce di tutti, ma l’ennesimo problema alla sua Kawasaki (è arrivato a 30 motori cambiati nell’arco della stagione) e una caduta al via di gara-2 hanno compromesso ogni chance di vittoria. Il successo nella Supercampione è servito solo per fargli ottenere il meritato applauso del pubblico, ma in classifica ormai la situazione è degenerata.

Samuele Bernardini

Dei guai di Lupino gode Samuele Bernardini. Il toscano ha vinto di nuovo la Mx1, come alla Malpensa, e ha guadagnato ancora tantissimi punti. Se la Kawasaki fa le bizze lui non ha nessuna colpa, quindi merito al Berna e al team Ghidinelli, che hanno saputo farsi trovare pronti quando si è presentata l’occasione. Ora basterà amministrare il vantaggio e a Castel San Pietro il titolo potrebbe arrivare già nella prima manche.

David Philippaerts

L’altro grande protagonista di Ponte a Egola è stato David Philippaerts. A 36 anni, l’ex campione del mondo ha dimostrato di essere ancora molto competitivo, soprattutto su una pista come il Santa Barbara, che lui ama in maniera particolare. Finché avrà voglia di correre, di piloti come DP non ci stancheremo mai.

Stefano Pezzuto

Se a Philippaerts Ponte a Egola piace, Stefano Pezzuto ha detto che ci si è sempre trovato male. Eppure è proprio qui che il piemontese ha ottenuto il miglior risultato della sua stagione nel campionato Prestige. Gare regolari, corse con la costanza e l’esperienza di un pilota che da anni è una garanzia del motocross nazionale. E che, complice l’assenza per infortunio di Michele De Bortoli, è tornato in corsa per il terzo posto in campionato.

Michele Cervellin

Nonostante non sia andato oltre un modesto (per lui) settimo posto, Michele Cervellin è l’eroe di Ponte a Egola. Fino all’ultimo momento era incerto se partecipare o meno, a causa dell’infortunio al polso subito alla Malpensa e ancora non guarito, ma poi ha deciso di gettarsi nella mischia. Il suo sacrificio su una pista impestata di buche e canali è stato enorme e soprattutto non vano: Michele ha portato a casa punti preziosissimi e arriverà a Castel San Pietro ancora non la tabella rossa. «Tutti mi chiedono perché sono qui – ha commentato – ma in realtà il motivo lo sanno bene. Siamo tutti qui per la stessa cosa: vincere».

Alberto Forato

Il bersaglio grosso del Santa Barbara l’ha centrato Alberto Forato. Il pilota di Maddii ha festeggiato la convocazione al Motocross delle nazioni nel migliore dei modi: due secondi e un terzo di manche, che gli consegnano la prima vittoria stagionale nel Prestige e lo tengono ancora in corsa per il titolo, anche se il ritardo su Cervellin rimane di quasi 160 punti. Purtroppo per Albertone, i ritiri di Cingoli, Montevarchi e Savignano sono troppo pesanti da recuperare.

Guadagnini e Renaux

Chi è più vicino al capoclassifica è Mattia Guadagnini. Alla sua prima gara in sella alla 250 4 tempi, la nuova speranza del cross azzurro ha confermato tutte le doti di guida e di stile già mostrate con le moto a miscela. Gli manca un po’ di dimestichezza con le partenze, ma l’unico errore del suo weekend è stato nella seconda manche, quando è scivolato mentre era in testa. Adesso è a 8 punti dalla tabella rossa: vada come vada l’ultima prova, lui il suo campionato l’ha già vinto. E non è un modo di dire.

La gara della Mx2 di Castel San Pietro si preannuncia esplosiva. Non solo perché Cervellin e Guadagnini sono incollati in classifica, ma anche perché c’è una marea di piloti in grado di determinare l’esito della lotta al titolo. Oltre a Forato, un altro arbitro della sfida sarà Nicholas Lapucci. Il toscano sta correndo forse la migliore stagione della sua carriera e a Ponte a Egola, così come a Savignano, ha fatto vedere cose pazzesche. Non c’è motivo per cui non possa ripetersi anche nella prossima gara.

Morgan Lesiardo

E come dimenticare Morgan Lesiardo? L’ex campione europeo è finalmente tornato ai suoi standard, dopo un lungo periodo di crisi. Ha fatto la pole con un giro da fenomeno, ha vinto la seconda manche, scacciando via parecchi fantasmi, e sicuramente a Castel San Pietro vorrà chiudere la stagione cercando quella vittoria assoluta che a Ponte a Egola gli è sfuggita per poco.

Chi esce acciaccato dalla Toscana è Maxime Renaux, costretto al ritiro nella Supercampione per una brutta caduta. Il francese non è riuscito a confermare i grandi risultati ottenuti nelle ultime prove di campionato del mondo e ora è sceso al quarto posto in classifica, con più di 200 punti di ritardo da Cervellin. Non troppi, ma sicuramente neanche pochi.

Il Prestige ora si prepara all’atto conclusivo.
Il 5 e 6 ottobre a Castel San Pietro Terme si assegnano tutti i titoli, compresi quelli della categoria Fast. Dopo lo spettacolo incredibile che abbiamo visto quest’anno, non è proprio possibile perdersi come va a finire.

2.9.2019 Ufficio Stampa FXAction Alessandro Castellani
Foto MXReport – Gianfranco Passera – Gabriele Capecchi – Alex Piantanida – FXAction