Nicholas Lapucci: “Ho imparato dal passato”
Finalmente Nicholas Lapucci. Il portacolori del team KTM Steels Dr. Jack Fly Over ha vinto la Mx2 di Savignano sul Panaro, mettendosi dietro con pieno merito piloti di livello mondiale come Cervellin e Renaux e tutti i migliori talenti del cross azzurro.
Sul talento del 21enne fiorentino hanno scommesso tante persone, e d’altronde le doti di Lapucci sono indiscutibili: è un pilota velocissimo, in grado di competere con qualsiasi avversario, ma troppo spesso non è riuscito a sfruttare fino in fondo le sue qualità. Adesso, finalmente, il grande risultato.

Nicholas, ti aspettavi questa vittoria?
“Un po’ sì,
sto vivendo un buon momento di forma. Avevo fatto una bella gara
anche la settimana scorsa, nel campionato europeo, e sono arrivato a
Savignano molto carico e convinto. Vincere è stato eccezionale, ma
già dalle prove avevo capito di potermela giocare. Finalmente tutti
i sacrifici che sto facendo in questi mesi sono stati ripagati”.
Nelle ultime
settimane sei cresciuto tantissimo. A cosa è dovuta la tua
svolta?
“Non è una svolta vera e propria, più che altro
direi che è stato un percorso. Abbiamo completato la messa a punto
della moto, sto lavorando più di prima sul piano fisico e i
miglioramenti sono arrivati un po’ alla volta. Adesso posso dire
che l’accoppiata pilota-moto ha raggiunto il 100%”.
La pista di
Savignano ha un terreno molto simile a quello di Castellarano, dove
l’anno scorso avevi fatto un’altra grande gara. È solo
un caso o su questo tipo di fondo rendi meglio che
altrove?
“Sicuramente il terreno è stato un fattore
favorevole. Le mie piste preferite sono quelle dure con i canali
profondi, cioè le condizioni che abbiamo trovato a Savignano e anche
l’anno scorso a Castellarano. Quella volta avevo perso la gara
cadendo per superare un doppiato, ma ormai è acqua passata.
Godiamoci questa vittoria e andiamo avanti”.

Già, perché
adesso che hai dimostrato di poter vincere, dovrai dimostrare di
poterlo fare ancora. Sei pronto a correre con gli occhi di tutti
addosso?
“Ho imparato molto dal passato, sto lavorando
molto più duramente di prima proprio per questo. Non voglio sentire
pressioni esterne, voglio pensare solo a divertirmi, senza
l’ossessione del risultato. Sappiamo tutti che, se faccio quello
che so fare, posso ottenere buonissimi piazzamenti. L’importante è
non caricarsi troppo di tensioni negative e godersi la parte bella
del lavoro, cioè guidare la moto”.
Mancano ancora tre gare alla fine del campionato Prestige, pensi di poter ripetere l’exploit di Savignano?
“Sì, se sono in forma penso di potermi giocare sempre la vittoria, anche perché si correrà su tre piste che mi piacciono. Ovviamente ci sono tanti fattori che possono influenzare il risultato di una gara, non si può mai parlare in anticipo; però io sono consapevole dei miei mezzi”.
04.06.2019

