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Campionati Italiani Motocross

Antonio Mancuso, l’impiegato del Supermarecross

l pilota siciliano si divide tra lavoro e pista, ma è pronto a difendere il titolo su sabbia: «Andare forte su una spiaggia è una cosa a sé»

Il più grande nemico di Antonio Mancuso è diventato il tempo. Il lavoro nel reparto Ricerca e sviluppo Pirelli, infatti, lo costringe a fare i salti mortali per allenarsi in moto.

Nonostante questo, il pilota siciliano continua a correre. E a vincere, sfruttando il suo indiscutibile talento. L’ultimo successo in ordine di tempo, il titolo 2018 del Supermarecross Mx2.

Quest’anno Mancuso si ripresenta al via nelle file del team 3Mx, ma con una grande novità: la TM, che nel 2019 supporterà direttamente la squadra.

Avevi mai corso con TM prima?
«No, e devo dire che non mi aspettavo di trovare una moto così competitiva. Mi sto divertendo molto a guidarla. Inoltre la Casa ci sta dando una grande mano, ci fornisce direttamente un mezzo pronto gara ed è sempre pronta a supportarci».

Il lavoro in Pirelli ti consente di andare in moto spesso?
«No, in pista ci vado solo nei weekend. Sto facendo un lavoro un po’ più intenso di palestra, ma in moto ci vado molto poco. Non guido per conto di Pirelli, il mio lavoro è nella ricerca e sviluppo».

La tua esperienza sulla sabbia è un bagaglio sicuramente prezioso…
«Sì, anche se devo dire che il Supermarecross è un mondo a sé. Molti credono che allenarsi su una sabbia qualsiasi possa portare benefici anche per il Supermarecross, invece non è così».

Cosa vuoi dire?
«Non conosco le motivazioni chimiche, ma posso garantire che guidare su una spiaggia del mare ha un effetto impossibile da riprodurre in qualsiasi terreno del mondo. Ci vuole una tecnica particolare per andare forte lì e i valori in campo possono cambiare. Di esempi ce ne sono a bizzeffe».

Ce ne fai uno?
«Michele Cervellin l’anno scorso venne a correre a Rosolina. Vinse, ma non fece la differenza che fa altrove nei miei confronti».

A Rosolina anche quest’anno ci saranno grandi piloti, come Guadagnini, i ragazzi del JK Racing e forse anche qualcun altro. Cosa ti aspetti?
«La sabbia mi piace e quella del Supermarecross mi si addice particolarmente. Vincere contro certi piloti è molto difficile, ma già stare lì con loro a battagliare fino all’ultima curva, come è successo l’anno scorso, sarebbe un grande orgoglio per me».

12 febbraio 2019